PVC: materiale plastico perfetto per l’industria
Il PVC è un materiale plastico con caratteristiche che lo rendono adatto a tantissimi usi e può essere impiegato anche per la realizzazione di porte e tende a strisce per industrie, manifatture e imprese alimentari. Proprio per la versatilità e le caratteristiche del materiale plastico in PVC, noi di Faroflex lo utilizziamo per produrre rotoli, bobine, strisce e porte a strisce su misura per officine e laboratori. Scopriamo insieme perché questo materiale è così versatile e duttile e in quali settori trova ampio utilizzo.
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ToggleChe cos’è il PVC?
Il PVC, conosciuto anche come cloruro di polivinile, è un polimero, una macromolecola caratterizzata da un peso molecolare molto alto. È costituita da una catena di legami chimici detti “covalenti”, che come tanti ponticelli tengono insieme gruppi molecolari, identici oppure differenti. I reagenti che danno avvio alla reazione di polimerizzazione che porta a ottenere il polimero vengono definiti monomeri. Con il termine monomero, infatti, la chimica indica un composto caratterizzato da basso peso molecolare e molecole in grado di creare legami, mettersi quindi insieme e formare un polimero. I monomeri sono dei mattoncini per la costruzione di macromolecole. Il monomero del PVC è appunto il cloruro di vinile, l’unità strutturale di partenza da cui si ottiene la catena che costituisce il polimero.
Il cloruro di polivinile è una fibra sintetica che viene ottenuta dal cloruro di vinile; l’acronimo “PVC” sta per “polivinilcloruro”, un’eredità della chimica del diciannovesimo secolo. Questo materiale venne scoperto da Baumann nel 1872, ma fu messo sul mercato negli anni Trenta, in Germania e negli Stati Uniti dalla Griesheim Elektrom. Questa azienda aveva ideato un processo particolare per ottenere PVC che permetteva di limitare i costi e utilizzava acido cloridrico e acetilene. L’introduzione del PVC in quantità considerevoli sul mercato avvenne dopo la seconda guerra mondiale. Oggi rappresenta il polimero più utilizzato tra tutti quelli che derivano da monomeri vinilici. Appartiene alla categoria delle materie plastiche e viene ampiamente usato nella produzione destinata a imprese e privati.
Inoltre il polivinilcloruro è un materiale termoplastico amorfo, che viene ottenuto attraverso processi in emulsione oppure in sospensione. È termoplastico in quanto è sensibile alla temperatura e siccome le catene che costituiscono il polivinilcloruro non sono ramificate, all’aumento della temperatura il materiale diventa morbido e se ne può modificare la forma. “Amorfo” vuol dire, invece, che il materiale non ha struttura cristallina.
Che differenza c’è tra PVC e plastica?
Il PCV si differenzia dalla plastica per l’elevato grado di elasticità, la resistenza al fuoco e agli acidi, per questo motivo trova applicazione nell’industria chimica, oltre che in quella galvanica e petrolchimica. Pur essendo una materia plastica, il cloruro di polivinile, se usato puro, può assumere una forma rigida, oppure, se combinato con altri polimeri, può diventare modellabile. È molto più efficace per l’isolamento termico e acustico, perché è un materiale inerte che assorbe poca acqua.
Le caratteristiche del materiale in PVC
Come già accennato, il polivinilcloruro in natura è rigido, per poterlo utilizzare negli impieghi per cui viene utilizzato, va miscelato con composti inorganici e prodotti plastificanti in elevate proporzioni. Sono proprio gli additivi con cui viene mescolato a determinare le proprietà del PVC. Tra gli additivi del PVC ci sono i cosiddetti plastificanti che lo rendono flessibile, morbido. Infatti, a seconda dell’ambito in cui deve essere utilizzato, è necessario che sia rigido oppure flessibile. Nell’edilizia, per costruire condutture dell’acqua, serve PVC duro, resistente. Al contrario, nel settore tessile, le applicazioni in PVC sono ovviamente morbide.
Il polivinilcloruro non degrada, ovvero non ridiventa cloruro di vinile, depolimerizzandosi. Se sottoposto a decomposizione termica, è possibile che si disperdano nell’ambiente diossina e furani. Per questo i processi di lavorazione del PVC devono avvenire in situazioni controllate, con gli strumenti e le protezioni del caso. Un vantaggio del PVC è costituito dal fatto che sia facilmente riciclabile grazie a impianti adeguati.
Altri additivi che vengono utilizzati con il polivinilcloruro sono gli stabilizzanti e i lubrificanti che permettono di processarlo. Inoltre, sono frequentemente aggiunti antiurto e anti raggi UV.
Il polivinilcloruro in chimica ha fama consolidata. È affidabilissimo a temperatura ambiente: si dimostra sempre stabile e sicuro. Attenzione però a non bruciare il PVC o sottoporlo a riscaldamento eccessivo in un contesto non controllato. Infatti, può diventare pericoloso a causa della presenza di cloro all’interno delle molecole che lo costituiscono. Con un forte aumento della temperatura, il cloro viene liberato sotto forma di acido cloridrico.
Applicazioni del materiale plastico PVC
Il PVC trova applicazione in molti ambiti e manufatti, come capo di vestiario o come infisso, come disco di vinile o pezzo di un impianto idraulico. Il cloruro di polivinile può essere sottoposto a diversi processi di lavorazione: per esempio, l’estrusione, lo stampaggio, la calandratura. Per dargli la forma desiderata, può anche essere portato ad alte temperature in modo che assuma lo stato liquido e si adatti poi alla modellazione. Ecco i principali ambiti di applicazione del materiale in PVC.
Settore tessile
Con il cloruro di polivinile vengono creati indumenti. I primi casi di utilizzo del PVC nel settore tessile risalgono alla fine degli anni Quaranta.
Edilizia
Il settore dell’edilizia fa largo uso di PVC. Per esempio, il polivinilcloruro viene usato per ottenere tubi che permettono il passaggio dell’acqua, come le grondaie o le condutture. Ma è anche il materiale dei cavi elettrici, di tanti pavimenti e infissi, delle pellicole e degli imballaggi.
Industria
Il PVC è un materiale indispensabile al settore industriale. È adatto alle coperture che proteggono macchinari o automezzi. È indispensabile per realizzare porte e tende a strisce, chiusure flessibili che permettono il passaggio di persone e macchine, aprendosi lo stretto indispensabile.
